CODES OF WAR

L'umanità deve porre fine alla guerra,
o la guerra porrà fine all'umanità

Kennedy
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salvare il passato

Beni culturali e identità nazionale

Nella categoria di “bene culturale” sono raccolti assieme una quantità di oggetti, materiali e immateriali, troppo ampia e sfaccettata per costituire una definizione realmente significativa. Forse sarebbe più giusto parlare di un patrimonio di “memorie” che fanno intimamente parte del nostro vissuto e in forza delle quali possiamo definire la nostra identità per il presente ed il futuro.

Già nel corso del Riorgimento era nata un nuova attenzione nella tutela dei monumenti storici, ma è solo nel frangente della Grande Guerra, di fronte alla concreta minaccia di perdite e distruzioni, che si raggiunge la piena consapevolezza dello stretto rapporto tra “bene culturale” e “identità nazionale“.

Da allora non sarebbe stato più possibile acccettare con rassegnazione eventuali danni collaterali di guerra, e ogni ferita inferta al patrimonio sarebbe stato interpretato come un’aggressione “vile” e ”barbarica” da parte del nemico.

Il binomio concettuale “cultura/identità“ si rifletté anche nelle forme di tutela e nella pratica materiale degli interventi. Così, ad esempio dal lato della “cultura“, all’Arma del Genio fu affidato il compito di proteggere gli edifici più espoti con difese passive, mentre tutte le opere d’arte mobili o removibili furono prontamente trasferite in posti sicuri lontani dal fronte.

Dalla parte dell’”identità” invece, sempre con il supporto dell’esercito, furono avviate vaste campagne fotografiche di catalogazione per salvare, anche in caso di distruzione, almeno la memoria in immagine del patrimonio artistico. Quanto fosse sentito il “bisogno“ di documentare ogni cosa lo dimostra il fatto che oltre i singoli reperti le serie fotografiche proseguono raccontando del lavoro di messa in sicurezza e protezione.

La salvaguardia e il recupero delle opere storico-artistiche si estese poi anche alle stesse testimonianze della guerra ancora in corso. Tutte le fotografie furono attentamente custodite, si organizzarono forme di raccolta di oggetti e cimeli, nacquero collezioni di reperti che poi andranno a confluire nei diversi musei militari o nel Museo Centrale del Risorgimento di Roma.

Dopo il 1918, tra il patrimonio “memoriale” della guerra, furono inclusi anche aree del territorio italiano. Alcuni settori del fronte, o intere montagne, teatro di azioni o battaglie importanti vennero sottoposte a tutela paesaggistica.

Con l’istituzione di queste riserve si riconobbe per la prima volta nella storia l’importanza del pesaggio italiano e il suo valore come vero e proprio “bene culturale.“

    bibliografia
    sitografia

    Distruzione e conservazione: la tutela del patrimonio artistico durante la Prima guerra mondiale, a cura di P. Callegari e M. Pizzo, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 2006.

    Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio: