CODES OF WAR

... Verrà un giorno
in cui i cannoni sranno esposti nei musei ...

Hugo
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Forme della memoria

Le perdite umane nel corso della Grande Guerra raggiunsero una misura e una vastità mai viste, tanto da coinvolgere, anche solo indirettamente, quasi ogni famiglia italiana. A questo dramma si aggiunse inoltre l’elevatissimo numero di dispersi o di corpi non identificati, un fatto sconcertante che privava crudelmente i superstiti anche del “conforto” di una tomba da accudire, un luogo su cui piangere.

Anche in risposta a questa esigenza psicologica ampiamente diffusa, dopo il conflitto furono eretti dovunque monumenti “alla memoria”, steli “del ricordo”, “sacrari” dei caduti.

Oggi, a cento anni di distanza è difficile cogliere la sentita emotività che all’epoca circondava queste cerimonie, il loro profondo significato “rituale” nell’elaborazione collettiva del lutto.

Coronamento e sintesi di questa diffusa geografia simbolica della memoria, e al tempo stesso espressione più alta del nascente “mito del caduto”, fu l’allestimento nel 1921 a Roma del monumento al Milite Ignoto.

In Italia, l’idea di onorare tutti i morti al fronte mediante l’omaggio alla salma di un solo anonimo combattente fa avanzata nell’agosto 1920 dal colonnello Giulio Douhet. La proposta venne quindi rapidamente accolta dal Governo e dal Parlamento con un’appostia legge promulgta il 4 agosto 1921.

Da tutti i teatri di guerra furono riesumati 11 corpi, vennero inumati in bare di quercia perfettamente identiche e poi raccolti nella basilica di Aquileia. Qui la triestina Maria Bergamas, una “madre” simbolo di tutte le madri italiane in lutto, scelse tra gli altri il soldato “ignoto”. Collocata sull’affusto di un cannone, la salma venne quindi condotta in treno fino a Roma in un lunghissimo viaggio costellato di cerimonie e commemorazioni.

Giunto infine nella capitale, il 4 novembre 1921, alla presenza del re, di tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti e di una folla immensa di cittadini, il “Milite Ignoto” venne solennemente inumato, al centro del Vittoriano, in un sacelo posto sotto la statua della Dea Roma.

Quattordici anni dopo, nel 1935, dopo quasi dieci anni di lavori venne inaugurato all’interno del Vittoriano, esattamente in corrispondenza del sacello la cripta del “Milite Ignoto“, uno spazio destinato alle funzioni sacre e religiose. Qui, sulla parete sopra il sarcofago, e speculare alla Dea Roma della facciata, campeggia l’immagine a masoaico di un Cristo Crocifisso.

Se nelle antiche rappresentazioni di questo soggetto la croce, a volte, sorge dal teschio di Adamo, il primo uomo a cui Gesù ritorna per rinnovare l’umanità, così nella Cripta del Vittoriano il crocefisso affonda nel corpo del “MIlite Ignoto“, per significare come proprio dal sacrificio dell’“eroe cduto in guerra“, sarà possibile “rifondare“ l’intera nazione italiana.

    bibliografia
    sitografia

    4 novembre 1921 - 4 novembre 2011 Il Milite Ignoto. Da Aquileia a Roma, Roma, Gangemi, 2011.

    Istituto Luce - Il Milite Ignoto - PARTE 1 Istituto Luce - Il Milite Ignoto - PARTE 2