CODES OF WAR

Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza guerra mondiale
ma la quarta sarà combattuta con i bastoni e con le pietre

Einstein
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guerra in cielo

Il cielo in guerra

L’aviazione militare italiana nacque “ufficialmente“ nel 1910 con l’istituzione a Centocelle, presso Roma, della prima “Scuola Militare d’Aviazione”, e la costituzione a Torino di una specifica “Sezione Aviazione” nel “Battaglione Specialisti Autonomo del Genio”.

Appena l’anno successivo, la partecipazione di una flottiglia di 9 areoplani alla guerra di Libia del 1911-1912, segnò il primo caso al mondo di impiego bellico dell’aviazione.

In quegli stessi anni sempre in Italia si sviluppò, grazie in particolare a Giulio Douhet, una vera e propria dottrina dell’aviazione e della sua funzione in ambito strategico e militare come anche la prima coerente teorizzazione del bombardamento aereo.

Ma nonostante questi successi, al momento all’entrata nella Grande Guerra l’Italia si presentò del tutto impreparata potendo disporre solamente di un’ottantina di mezzi a fronte dei 1150 velivoli francesi e dei 764 tedeschi.

D’altra parte l’aereonautica fu impegnata fin dal primo giorno di combattimento con ricognizioni fotografiche nella zona di Podgora mentre il 25 maggio 1915 venne effettuata la prima azione militare di bombardamento.

Il ritardo Italiano venne presto colmato, sia con l’importazione di nuovi apparecchi dalla Francia sia con l’incremento della produzione nazionale: dal Nieuport “bebè“ costruito dalla Macchi (e con il quale l’asso Francesco Baracca ottenne la sua prima vittoria), al famoso bombardiere Caproni “Ca.46” in grado di volare fino a 150 km/h e di trasportare 500 chili di bombe.

Accanto agli aeroplani non vanno poi dimenticati i dirigibili e i palloni aerostatici, in dotazione all’aereonautica come anche all’esercito e alla marina. Questi furono impiegati sia per ricognizione aeree si come vere e proprie barriere protettive delle trincee contro gli attacchi dell’aviazione nemica.

La fantasia popolare, comunque, si appropriò soprattutto delle imprese dei piloti da caccia, visti romanticamente come la moderna versione degli antichi cavalieri.

Leggendario fu il raid propagandistico compiuto il 9 agosto 1918 sui cieli di Vienna da Gabriele d’Annunzio e dalla 87a squadriglia “La Serenissima“.

Al momento dell’armistizio, il 4 novembre 1918, le forze aeree italiane comprendevano complessivamente 1.758 aerei e 26 dirigibili, mentre nel corso di tutta la guerra erano stati costruiti 11.986 velivoli e prodotti 23.979 motori, 39.783 eliche, 7.700 mitragliatrici, 512.400 bombe d’aereo e 10.644 metri quadrati di lastre fotografiche.

    bibliografia
    sitografia

    Aeronautica Militare. Storia dell’Aeronautica Militare Italiana