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La guerra dei gas

Tra le tante nuove tecnologiche introdotte nel corso della Grande Guerra venne anche sperimentato l’uso di un gas giallo-verde a base di cloro, il tiotere del cloroetano.

Il primo impiego ufficiale risale al 22 aprile 1915, nella seconda battaglia di Ypres, quando i comandi tedeschi lanciarono l’inedita arma contro le postazioni trincerate anglo-francesi.

L’effetto fu devastante: centinaia di soldati morirono in pochi minuti sul fronte, e altri continuarono a morire negli ospedali, e altri ancora rimasero gravemente ustionati e feriti sulla pelle e negli occhi. D’altra parte le conseguenze strategiche di questa strage furono del tutto nulle perché i tedeschi, ancora dubbiosi e incerti sui reali effetti del gas, non si erano premuniti di raccogliere i mezzi sufficienti per approfittare della schiacciante vittoria. Anzi venne per sempre annullato l’effetto “sorpresa“ costringendo tutti gli eserciti a premunirsi di protezioni adeguate.

Così a partire da questa data si aprì un nuvo fronte di battaglia che invece dei soldati sul campo coinvolgeva i chimici di mezza Europa nella comune corsa ad escogitare gas sempre più letali e contromisure altrettanto efficaci.

Si scoprì presto come il gas impiegto ad Ypres (detto in seguito “Yprite” o “gas-mostarda” per l’odore pungente), potesse essere facilmente nautralizzato con un fazzoletto intriso di urina. In seguito però l’introduzione di sostanze più aggressive e potenti imposero l’adozione di vere e proprie maschere antigas.

Ancora artigianali, ingombranti e spesso soffocanti dopo pochi minuti d’uso, queste prime protezioni furono costantemente rivedute, potenziate e appesantite da ulteriori strati di garza, filtri e sostanze antagoniste delle sintesi chimiche prodotte dal nemico. Di fatto però, il confronto tecnologico tra “aggressione” e “difesa” vide sempre vincere la prima e per tutta la durata della guerra l’aggiornamento delle maschere rimase sempre un passo indietro rispetto al progresso dei gas venefici.

Dopo il 1918 le armi chimiche vennero solennemente bandite e condannate da tutte le nazioni ma questo non ne impedì affatto l’utilizzo in numerosi conflitti. Furono impiegate dall’Italia fascista in Etiopia negli anni ‘30, e poi ancora dagli americani in Vietnam negli anni ‘60.

    bibliografia
    sitografia

    B. H. Liddell Hart, La prima guerra mondiale. 1914-1918, Milano, Rizzoli, 2014.

    G. Ceronetti, Tragico tascabile, Milano, Adelphi, 2015.

    Wikipedia, Seconda battaglia di Ypres IMDb. Ender’s Game