CODES OF WAR

Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda:
"mamma che cosa era la guerra?"

Merriam
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La divisa sulle Alpi

Al momento dell’entrata in guerra nel 1915 le truppe italiane impegnate sul fronte alpino utilizzavano la divisa nei toni grigio-verde in dotazione all’esercito. A differenza però del fronte orientale, contro il bianco dei nevai montani o sullo sfondo delle rocce dolomitiche questi colori offrivano un più che facile bersaglio al fuoco nemico.

Solo l’anno successivo, durante l’inverno 1916-1917, i soldati furono riforniti di un nuovo e più adeguato equipaggiamento d’alta montagna. Esso si componeva di una tuta bianca, una casacca a vento lunga fino al ginocchio con cappuccio impermeabile, un sovra pantalone e “uose” bianche. E poi ancora un “passa-montagna” di lana bianca, un paio di guanti da sciatore lunghi fino a coprire parte dell’avambraccio, un paio di scarpe da neve, quattro paia di calze di lana, un sacco da alpinista con fodera e guaine per le corregge bianche, una borraccia foderata di panno, due copri giberne ed un paio di occhiali da neve.

Per le vedette e le sentinelle furono inoltre adottati anche altri speciali equipaggiamenti. Furono riforniti di pesanti cappotti di pelliccia, poi sostituiti nell’inverno 1917-1918 da cappotti in tela impermeabile foderata (bianco sulla neve e grigio sulla roccia); sovrascarponi di paglia o vimini con suola in legno, riempiti di fieno o stracci per evitare il congelamento.

Sulla visiera dell’elmetto veniva applicata una copertura in lana bianca allo scopo sia di evitare il contatto con il metallo ghiacciato sia per garantire una più adeguata protezione della testa. E spesso, proprio per proteggersi dalle basse temperature e dal vento, le sentinelle e le vedette rinunciavano alla relativa sicurezza offerta dall’elmetto per indossare un più caldo e confortevole “colbacco” di pelliccia.

Completavano l’equipaggiamento la “buffetteria” con una coppia di giberne a doppia tasca per contenere le munizioni per il fucile 91 (calibro 6,5 caricatore da 6 colpi) e la baionetta portata sempre sul fianco sinistro. La baionetta era custodita tramite una tasca metallica o in cuoio con finimento in ottone. Il soldato aveva a disposizione altri 12 caricatori contenuti nello zaino, dentro a scatole di cartone contenenti 3 caricatori.

    bibliografia
    sitografia

    A. Viotti, L’uniforme grigio-verde (1909-1918), Roma, Stato Maggiore dell’Esercito, 1994.

    Pietri Grande Guerra. Buffetteria, equipaggiamento Fanteria